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L’alcol è una droga

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L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) classifica l’alcol fra le droghe.
è una droga giuridicamente legale ma è una sostanza molto tossica per la cellula epatica, più di molte droghe illegali, ed è causa di una dipendenza il cui grado è superiore rispetto alle droghe più conosciute.

 Come tutte le droghe, anche l’alcol ha un potere psicoattivo (è in grado cioè di modificare il funzionamento del cervello). La sua assunzione protratta nel tempo induce assuefazione (per ottenere lo stesso effetto bisogna aumentare la dose).

Può nel tempo instaurarsi un legame specifico che condiziona negativamente lo stile di vita della persona che ne fa uso, mettendone a rischio la salute fisica, psichica, familiare e sociale.
Secondo l’OMS in Europa si ha il più elevato consumo alcolico al mondo. Il consumo per abitante è il doppio rispetto alla media mondiale. L’alcol è il terzo fattore di rischio per i decessi e per le invalidità in Europa, e il principale fattore di rischio per la salute dei giovani.

Metabolismo dell’alcol

come-viene-metabolizzato-l-alcoolQuando una persona assume una bevanda alcolica, l’alcol in essa contenuto viene subito assorbito, senza bisogno di digestione, in parte nello stomaco (20%) ma soprattutto (80%) nel primo tratto dell’intestino e passa direttamente nel circolo sanguigno.
La velocità di assorbimento dipende da vari fattori: aumenta se si è a stomaco vuoto, se si assumono bevande gassate, se le bevande sono ad alta gradazione e in caso di gastrite, mentre è più lento se si è a stomaco pieno, soprattutto se i cibi sono ad alto contenuto di grassi.
Trasportato dal sangue, l’alcol riesce a raggiungere tutti gli organi del nostro corpo, in tempi diversi: dopo 10-15 minuti arriva al fegato, al cervello, al cuore e ai reni, dopo circa un’ora ai muscoli e il tessuto adiposo, dove tende a concentrarsi (è infatti liposolubile).
Il metabolismo si caratterizza per l’ossidazione completa del 90-98% dell’alcol assorbito. L’ossidazione avviene principalmente nel fegato con la trasformazione dell’alcol in acetaldeide ad opera dell’enzima alcol deidrogenasi (ADH). L’acetaldeide si unisce alla dopamina formando tetraidrosochinoline, oppiacei endogeni.

Essendo l’alcol una sostanza tossica per il nostro organismo, deve essere metabolizzato dal fegato per essere reso inoffensivo.
La scomposizione dell’alcol in altre sostanze più tollerabili avviene grazie a diversi meccanismi che entrano in azione in base alla quantità di alcol assunto, per cui il nostro fegato si abitua a smaltire quantità sempre maggiori di alcol se è costretto a farlo (aumento della tolleranza).
Questa aumentata velocità di smaltimento non è però priva di conseguenze: prima di tutto sottopone il fegato all’azione tossica di sempre maggiori quantità di alcol che, nel tempo, danneggiano le cellule epatiche fino a farle ammalare (steatosi epatica, epatopatie acute o croniche) o addirittura a ucciderle (cirrosi epatica), e poi accelera anche il metabolismo dei farmaci (dei quali è necessario aumentare le dosi) degli ormoni e delle vitamine, per cui i bevitori possono sviluppare delle patologie gravi causate dalla carenza di queste sostanze (ad es. polineuropatie, malnutrizione, problemi sessuali).
Il fegato trasforma circa il 90-98% dell’alcol, il resto (2-10%) viene eliminato attraverso l’urina, le feci, il latte materno, il sudore e l’aria espirata.
Ricordiamo però che il fegato in media riesce a metabolizzare una quantità di alcol pari a 7 grammi l’ora. Significa che nel frattempo tutto il resto dell’alcol ha campo libero per continuare a viaggiare nel circolo sanguigno danneggiando tutte le cellule, i tessuti e gli organi con i quali viene in contatto.
Contrariamente a quello che si pensa, l’eliminazione dell’alcol non viene favorita nè dal freddo, nè dall’attività fisica, nè dal caffè. Quindi chi svolge lavori manuali non elimina più velocemente l’alcol rispetto ad un lavoratore sedentario.

Effetti diretti a breve termine
fotolia-8090903-sL’alcol viene in parte assorbito dallo stomaco ed in parte dall’intestino e, se lo stomaco è vuoto, l’assorbimento è più rapido. L’alcol, assimilato attraverso il sangue, passa al fegato, che ha il compito di distruggerlo. Finchè il fegato non ha completato la digestione per l’etanolo continua a circolare diffondendosi nei vari organi.

L’alcol, una tra le sostanze più tossiche, può facilmente oltrepassare le membrane cellulari e provocare lesioni, fino alla distruzione delle cellule. Nello stato di ubriachezza l’alcol nel sangue raggiunge tutti gli organi, cervello compreso, uccidendo migliaia di neuroni, e il danno cerebrale è irreversibile.
Con un’ubriacatura si perdono circa 100.000 neuroni, tanti quanti quelli di una giornata di vita.
L’alcol provoca una iniziale euforia e perdita dei freni inibitori, ma a quantità progressivamente crescenti corrispondono effetti come riduzione della visione laterale (visione a tunnel), perdita di equilibrio, difficoltà motorie, nausea e confusione. Quantità eccessive di alcol possono portare fino al coma e alla morte. La velocità con cui il fegato riesce a rimuovere l’alcol dal sangue varia da individuo ad individuo; in media, per smaltire un bicchiere di una qualsiasi bevanda alcolica l’organismo impiega circa 2 ore. Se si beve molto alcol in poco tempo, lo smaltimento è più lungo e difficile, e gli effetti più gravi.

Effetti diretti a lungo termine

alcolismoL’utilizzo prolungato di alcol nel tempo può aumentare il rischio di sviluppare varie patologie più o meno gravi, e anche a basse dosi l’alcol accresce il rischio per alcune malattie.
Secondo dati forniti dall’OMS, il consumo di 20 grammi di alcol al giorno (pari a circa 2 bicchieri di vino) determina un aumento percentuale di rischio rispetto a chi non assume bevande alcoliche:

  • del 100% per la cirrosi epatica;
  • del 20-30% per i tumori del cavo orale, faringe e laringe;
  • del 10% per i tumori dell’esofago;
  • del 14% per i tumori del fegato;
  • del 10-20% per i tumori della mammella;
  • del 20% per l’ictus cerebrale.

Chiaramente, all’aumentare delle quantità di alcol aumenta anche la percentuale di rischio.

Effetti dell’alcol sul Sistema Nervoso Centrale

 metabolismoL’alcol è una sostanza psicoattiva in grado di interferire con le funzioni neuropsichiche e di indurre fenomeni neuroadattivi.
Interferisce sul sistema dopaminergico e sul sistema oppioide endogeno, rappresentando quindi un notevole stimolo motivazionale al consumo per ottenere gratificazione.
Stimola l’attività elettrica dei neuroni dopaminergici, favorendo la liberazione di dopamina e stimolando la stessa trasmissione dopaminergica.
Determina a livello del sistema nervoso centrale un effetto gratificante e competitivo nei confronti dei recettori oppioidi. Tale effetto puàò esercitarsi in particolare sulle strutture ipotalamo-ipofisarie inducendo un’alterata produzione di propiomelanocortina e quindi di ACHT e beta-endorfine con interferenza su tutti i settori neuroendocrini.
Ciò spiega la ridotta capacità di fronteggiare gli stress da parte dei forti consumatori di alcol.
L’alcol, come i barbiturici, fa parte dei dpressori non selettivi del SNC, ossia di un gruppo di sostanze capaci di indurre (a dosi crescenti) alterazioni comportamentali progressive che vanno da un effetto ansiolitico e disinibente ad uno sedativo-ipnotico, fino al come e alla morte per depressione dei centri respiratori e cardiocircolatori cerebrali .L’alcol esplica dapprima un’azione eccitante che, con l’aumento della quantità assunta, si trasforma in depressiva con elettività sulle funzioni cerebrali che regolano il meccanismo dei controlli inibitori corticali.
Incide poi, in maniera più o meno evidente sugli organi di senso, restringe il campo visivo, disturba la visione binoculare, diminuisce la capacità di valutare correttamente i suoni, e soprattutto compromette la capacità di giudizio. Ad una condizione reale di minor attenzione, precisione e prontezza nei processi percettivi, corrisponde dall’altra parte un’erronea sensazione di maggior affinamento dei sensi, condizione pertanto predisponente agli incidenti. La stessa euforia determina effetti psicosomatici tali da inibire l’equilibrio psicomotorio e l’autocontrollo; si associano anche disturbi motori causati dall’iniziale accentuazione e dal successivo indebolimento dei riflessi spinali, comportanti l’incertezza nei movimenti, barcollamento e scordinamento motorio.Gli effetti cronici dell’alcol sul sistema nervoso centrale sono i seguenti:atassia, epilessia, sindrome di korsakoff (amnesia, disorientamento, disturbi della memoria e dell’ideazione), atrofia cerebrale, demenza (riduzione della memoria, dell’ideazione, dell’affettività e della creatività).

tratto da “ALCOL -Informazioni dalla ricerca”, a cura di: G.P. Brunetto, D. Candio, D.Filippini, M.Zermiani – Dipartimento delle Dipendenze ULSS 20 Verona (2008)

Effetti dell’alcol sulla guida

new_york_non_perdona_chi_abusa_di_alcol_alla_guida_13005-300x117L’alcol è una sostanza psicoattiva, ossia in grado di interferire con le funzioni neuro-psichiche dell’individuo. Le sostanze psicoattive in generale influenzano la capacità di attenzione, di concentrazione e i tempi di reazione agli stimoli. La stretta e progressiva correlazione fra concentrazioni ematiche di alcol (Blood Alcohol Concentration – BAC) e gli effetti tossici e comportamentali sull’individuo, la disabilità e i sinistri stradali è ormai confermata da numerosi studi epidemiologici e di interazione uomo-macchina. Per questo motivo mettersi alla guida di un veicolo dopo aver assunto bevande alcoliche è estremamente rischioso.

Gli effetti dell’alcol sulle funzioni sensitivo motorie e comportamentali riguardano in particolar modo:

  • il campo visivo;
  • i tempi di reazione;
  • la capacità di concentrazione;
  • la capacità di giudizio.

Il campo visivo è lo spazio fisico normalmente percepito da un individuo, con un’angolazione pari a circa 180°. A seguito di assunzione di sostanze alcoliche insorgono disturbi alla vista a causa della riduzione della visione laterale (visione a tunnel) e di una ridotta capacità di adattamento alla visione notturna.

Il tempo di reazione è l’intervallo di tempo che intercorre tra l’esposizione allo stimolo e l’emissione della risposta. I tempi di reazione variano individualmente e sono influenzati da diversi fattori. L’alcol rende difficoltosa la coordinazione dei movimenti e aumenta i tempi di reazione; i movimenti e gli ostacoli sono percepiti con notevole ritardo.
L’alcol crea un senso di benessere, di sicurezza ed euforia che porta a sopravvalutare le proprie capacità e ad affrontare rischi che in situazioni normali non sarebbero mai corsi, oltre a ridurre la capacità di impatto con nuovi problemi ed emergenze. L’assunzione di bevande alcoliche compromette inoltre le capacità di vigilanza, e induce sonnolenza.
Il rischio di incidente stradale aumenta in modo esponenziale all’aumentare della concentrazione di alcol etilico nel sangue (alcolemia). Posto pari a uno il rischio di incidente stradale in condizioni di sobrietà diventa 11 volte superiore con un’alcolemia compresa tra 0,5 g/l e 0,9 g/l.
Un altro fattore che aumenta il rischio di incidente stradale è determinato dall’età: il rischio di incidenti gravi o mortali dovuti all’alcol è più alto nei giovani, probabilmente anche a causa dell’inesperienza. Con un tasso alcolemico elevato, ad esempio 1 g/l, automobilisti di 35-54 anni incorrono in un rischio di incidente 3-4 volte più elevato di un conducente sobrio; per la fascia d’età 25-34 anni il rischio sale a 6-7 volte, per quella di 18-24 anni arriva a 15.
Infine, la diffusione tra i giovani del binge drinking, ossia l’abitudine di consumare grandi quantità di alcol in una sola occasione, aumenta il rischio di incorrere in incidenti stradali, specie nel fine settimana. Infatti, la probabilità di incidente nelle ore notturne del fine settimana per soggetti con alcolemia superiore a 1,5 g/l è 380 volte maggiore rispetto ai soggetti in condizioni di sobrietà.

La donna e l’alcol

alcol-donna-giovaneLa dipendenza alcolica femminile è un fenomeno poco noto ma purtroppo molto diffuso e in aumento
Si calcola che il numero delle donne affette da dipendenza alcolica sia circa un quarto degli uomini.
Le donne sembrano più esposte a sviluppare una dipendenza alcolica intorno ai 30 e ai 50 anni, in coincidenza rispettivamente con il pieno dell’attività procreativa e con la menopausa, cioè con il suo tramonto, a differenza invece degli uomini che sembrano correre tale rischio in misura maggiore tra i 25 e i 45 anni, nel pieno cioè dell’attività lavorativa.
Si tratta spesso di casalinghe che si sentono sole con i loro problemi o di donne che, oltre a svolgere un lavoro fuori casa del tutto simile per fatica ed impegno a quello maschile, si trovano a dover affrontare problemi di gravidanza o di gestione familiare.
Le donne, a differenza degli uomini, spesso bevono di nascosto in quanto la società reagisce in modo molto discriminante verso l’uso problematico dell’alcol al femminile e la dipendenza alcolica femminile che considera ancora più disdicevole di quella maschile.
L’organismo femminile, rispetto a quello maschile, risulta essere più vulnerabile agli effetti dell’alcol.
Le donne infatti, hanno una capacità di metabolizzare l’alcol che è circa la metà di quella dell’uomo, in quanto carenti di un enzima epatico a ciò deputato (alcol deidrogenasi).
Avendo inoltre, normalmente una massa corporea inferiore rispetto all’uomo e una minore quantità di liquidi corporei, a pari quantità di bevande alcoliche corrisponde un livello di alcolemia maggiore

I giovani e l’alcol

giovani_alcol-400x300I giovani usano spesso l’alcol come una sostanza che dà piacere e che aiuta a trascorrere una serata con gli altri eliminando le inibizioni e le resistenze psicologiche alla propria espressione fisica e verbale.
I giovani, d’altra parte, riconoscono che l’alcol ha, per gli effetti descritti, le proprietà di una droga.Fino all’età di 20 anni circa, nel corpo umano non sono ancora presenti gli enzimi destinati alla metabolilzzazione dell’alcol.Le bevande alcoliche, quinidi, per i giovani risultanomolto più nocive rispetto ad un adulto, perchè l’etanolo non può essere scomposto in sostanze più tollerabili.
Di fronte ad un insuccesso scolastico, ad una lite familiare, per fare qualcosa di diverso in gruppo, per assomigliare agli adulti o per mille altri motivi, molti giovani ricorrono alle bevande alcoliche.
Essi acquisiscono così delle abitudini che possono portarli prima o poi a sviluppare una dipendenza alcolica o una dipendenza mista (alcol, fumo, psicofarmaci, droghe) ancora più pericolosa.