Oppioidi e Oppiacei

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Oppioidi e Oppiacei

oppioidiCon il termine oppioide si intendono quelle sostanze derivate direttamente dal papavero da oppio (OPPIO,EROINA,MORFINA) , mentre con il termine oppiacei si indicano le sostanze sintetizzate in laboratorio come il METADONE.

Eroina

L’eroina viene prodotta industrialmente dai primi del 900, come farmaco analgesico e antitosse con azione diretta sui centri cerebrali che controllano il respiro. L’assunzione di eroina avviene per lo più per via inalatoria ed endovenosa, provocando una sensazione di benessere diffuso (FLASH – della durata di pochi secondi) caratterizzato dalla scomparsa di paure e angosce e dall’annullamento del dolore fisico. Il suo effetto dura circa 6/8 ore.

L’assunzione, anche di poche dosi, può generare dipendenza in modo molto rapido, sia dal punto di vista fisico che psicologico. Con l’uso prolungato della sostanza scompaiono gli effetti dell’assunzione e la dose serve solo per combattere i sintomi (molto dolorosi) dell’astinenza. L’eroina, infatti, come tutti i derivati dell’oppio, provoca una forte tolleranza e assuefazione: più se ne usa, più ce ne vuole per ottenere gli effetti della dose iniziale.

Con l’uso cronico, la salute dell’eroinomane peggiora, si abbassano le difese immunitarie e l’uso per via endovenosa provoca spesso flebiti e ascessi. Un uso promiscuo di filtri e/o siringhe può trasmettere l’infezione da HIV e il contagio di epatiti B e C. Gli effetti a breve termine indotti dall’eroina sono: euforia, analgesia (sollievo dal dolore) e sensazione di benessere. Può dar luogo a anche a nausea e vomito, stipsi e sonnolenza.

Tra gli effetti a lungo termine, si ha il calo della libido (diminuzione del desiderio sessuale), l’impotenza negli uomini e l’infertilità nelle donne. Alto è il rischio di trasmissione delle epatiti e dell’HIV, per via dello scambio di siringhe, ed il rischio di morte per overdose.

Aspetti Neurologici

Nel cervello, l’eroina è convertita in morfina e lega rapidamente con i recettori di oppioidi, provocando assuefazione. L’intensità del cosiddetto flash, dipende dalla quantità di droga assunta e dalla rapidità con cui la droga raggiunge il cervello. Il flash è solitamente accompagnato da vampate di calore sulla pelle, labbra secche, pesantezza delle articolazioni, che possono essere associati a nausea, vomito e forte prurito. In questa fase, le funzioni mentali sono annebbiate dagli effetti dell’eroina sul sistema nervoso centrale e le funzioni cardiache e respiratorie si rallentano notevolmente.

Morfina

La morfina è un potentissimo analgesico in grado di ridurre, di almeno l’80%, la percezione del dolore. Viene utilizzata come presidio terapeutico nel trattamento del dolore di tipo cronico – profondo, come quello neoplastico in fase terminale. La morfina, come l’eroina, ha la capacità di interagire con i recettori oppioidi, di tipo μ, del nostro cervello e questo spiega lo stato di euforia che insorge in seguito alla sua assunzione.

L’eccitazione è tuttavia transitoria e già dopo pochi minuti subentrano sintomi depressivi e narcotici (il nome morfina deriva proprio dal nome Morfeo, dio greco del sonno e dei sogni). Effetti legati all’assunzione di morfina sono nausea, prurito, miosi (pupilla puntiforme) e stipsi. Particolarmente pericolose sono le ripercussioni sulla psiche della persona che ne fa uso, vista la capacità della morfina di indurre stati carenziali o di astinenza (quando si interrompe bruscamente l’assunzione insorgono effetti opposti, come diarrea, stati di malessere generale, depressione, aumento della temperatura corporea ed iperidrosi). Il bisogno di assumere morfina in continuazione, a qualsiasi costo e a dosi sempre maggiori, produce effetti devastanti sulla socialità e sulla salute mentale del tossicodipendente.

L’assunzione cronica di morfina provoca assuefazione e, come tale, si accompagna ad una resistenza ai suoi effetti. Per ovviare a questo fenomeno della “tolleranza” e mantenere la medesima azione, si aumenta gradualmente la dose. Da non sottovalutare, infine, la vera e propria dipendenza fisica dall’alcaloide; quando l’assunzione viene interrotta bruscamente, il paziente lamenta infatti una forte mancanza dello stato euforico da esso prodotto.   Il più pericoloso effetto collaterale della morfina è rappresentato dalla sua potente azione depressiva sul sistema respiratorio, che in caso di intossicazione acuta, può portare a coma e a morte per paralisi respiratoria. Per tale motivo la morfina è controindicata per i soggetti asmatici e per chi soffre di enfisema o di altre patologie caratterizzate da ridotta efficienza respiratoria.

Aspetti Neurologici

La morfina agisce, a livello del sistema nervoso centrale, come un oppioide. Supera la barriera emato-encefalica e si lega ai recettori oppioidi delle cellule cerebrali, mimando in particolare l’azione delle endorfine.

La morfina è in grado di bloccare la trasmissione del dolore dal sistema nervoso periferico a quello centrale, e quindi di provocare un effetto analgesico e di depressione dell’area cerebrale deputata al controllo della respirazione, bloccando la produzione di alcuni neurotrasmettitori e inibendo la sintesi di determinati enzimi.