Le Testimonianze

Ce.A.P. Centro Ascolto Pluridipendenze - Via del Casaletto 400 - Email contatto@ceaproma.it - Tel. & Fax 06.65.74.66.87

testimonianze


Anna

Ciao, cara Associazione, amica e testimone delle nostre vicende più intime.
…..E’ già sono ormai 14 anni che insieme a chi come me cercava vie d’uscita dai tunnel che la vita inevitabilmente ci mette di fronte condividiamo storie, le nostre, successi e abbandoni, tenacia e rinuncia, forza e scoraggiamento, luce e buio…l’importante è non mollare perchè soltanto lottando si ha la percezione che qualcosa può cambiare!
Mi chiamo Anna ed ho 56 anni, già scrissi la mia testimonianza centrata sulla dipendenza alcolica di mio marito con tutto ciò che ne consegue sul singolo, nella famiglia, nella vita sociale….ero molto arrabbiata e delusa, ma già allora dopo un pò frequentando i gruppi, capii che in certi luoghi dove ci si arriva dopo aver toccato il fondo, ci si deve mettere in gioco in prima persona evitando di puntare il dito sull’altro o sull’altra….non si comprende subito, ma pian piano ci si arriva!
Volete sapere se mio marito ha smesso di bere?
Sì…..ma nel frattempo la mia vita è cambiata, ho fatto cose che mai avrei pensato di fare prendendo forza che non ero sola, e che intorno a me c’erano persone che mi sostenevano anche loro con i dolori e i pesi alla ricerca di una strada per venirne fuori. E’ proprio così che funziona, nel “mutuo aiuto”si esce dalla gabbia che il mio problema è superiore a quello dell’altro…..
Pensavo che avessi già sofferto abbastanza, c’è stata invece poi la ribellione di mio figlio, contestandomi ciò che facevo e come; mettendo in atto comportamenti che mai mi sarei aspettata, fino a che se ne è andato, abbastanza adulto sì, ma uscito di casa come una mamma non desidererebbe mai…..rabbia e lunghi silenzi hanno preso vita e dentro di me la sensazione di perdita, di lutto……
Anche lì non avrei mai pensato quanto il giudizio di mio figlio mi potesse abbattere!
C’è voluto un bel pò di tempo affinchè di rincontrassimo più morbidi, delle incomprensioni e delle paure sono rimaste e questo è uno dei motivi per cui oggi scrivo che sono ancora lì insieme ai miei amici!!!


Aurora

Ti trovi a terra, non riconosci più te stesso, non sai più dove sbattere la testa, non vedi nemmeno lontanamente un appoggio, non sai più dove trovare un appiglio, ti senti solo.
Poi ti alzi, un giorno qualunque e ti trovi davanti ad un cancello con un viale alberato, con una struttura semplice e carina in fondo, con al suo interno amore e rispetto, divertimento e rigore, amicizia e solidarietà, disciplina e comprensione, unione e condivisione….tutto regalato dai ragazzi, da tutte le persone che tu possa incontrare all’interno di quella struttura semplice e carina…..
Da tutto lo “staff” che trovi in Via del Casaletto, 400.
Cosicchè torni di nuovo a camminare in compagnia.

Bruna

La mia storia ha inizio 16 anni fa. Eravamo a tavolo io, mio marito e le mie due figlie quando mio marito ebbe un malore, le ragazze spaventate chiamarono l’ambulanza e fu portato in ospedale dove venne ricoverato. Il medico che lo visitò mi disse: “è in crisi di astinenza, lei sa che suo marito è un alcolista?”. A me crollò il mondo addosso, non avevo capito o non volevo capire non mi davo pace lui benvoluto da tutti, con un buon lavoro, rispettato come aveva potuto rovinarsi in questo modo? Fummo poi consigliati di fare gruppi di mutuo aiuto per uscire dal problema. Mi misi alla ricerca ma era tutto enormemente difficile, senza calcolare la vergogna di parlarne. Fummo poi indirizzati al Forlanini e lì una suora ci disse che nella nostra parrocchia facevano un CAT. Andammo e trovammo una ragazza che faceva gruppo sotto la guida della Dott.ssa Uccella, poi a causa di una sua malattia lei smise e noi andammo al CAT Magliana dove abbiamo conosciuto la Dottoressa, ho avuto subito una cieca fiducia in lei e ho pensato ora siamo nel posto giusto. Il percorso non è stato facile, ci sono state tante ricadute siamo stati vicino alla separazione ma con l’aiuto di tutti e soprattutto con l’aiuto della Dottoressa ne siamo usciti.


Claudio

Il mio nome è Claudio, sono nato a Roma 47 anni fa. La mia vita è stata segnata da una lunga esperienza negativa di tossicodipendenza, all’età di 16 anni comincia il tunnel dell’eroina. Andai avanti negli anni combinando sempre più guai, vicino a me avevo una ragazza fantastica che mi aiutava, la sposai pensando che il matrimonio mi aiutasse ad uscire dalla droga, ma non fu così. Iniziai l’esperienza di comunità, partii per la Francia e lasciai mia moglie e la prima figlia che aveva pochi mesi. Tornai dopo un anno e sette mesi convinto di essere guarito ma non fu  così. Dopo tre mesi tornai a bucarmi ed entrai in un altro tunnel: l’alcol.  Nel frattempo aspettavo un’altra figlia, andai avanti per un pò di tempo e tornai di nuovo in comunità e rimasi per 2 anni e 7 mesi. Tornai con tante buone speranze perchè tutto questo tempo senza sostanze non ero mai stato. Ma ricaddi e cominciò il periodo più brutto, io non volevo più tornare in comunità perchè ormai non credevo più di uscire da questa situazione. Emanuela, mia moglie, mi disse dell’A.R.C.A.T. , del Casaletto, e fu la mia salvezza ma non la sua purtroppo, un cancro mi portò via la donna più bella, adorabile che avevo, a soli 40 anni. Ma grazie all’aiuto della Dottoressa Donatella Uccella cominciai un cammino lungo e faticoso. Oggi sono astinente da quasi 5 anni, non ho più il mio amore ma ho due figlie bellissime e ho riacquistato una cosa che avevo perso da 25 anni di droga: la dignità. Oggi sono contento di stare qui, cerco di impegnarmi a passare ad altri ragazzi le mie esperienze, di aiutarli ad uscire dalla piaga della droga, fargli capire che la vita è una e non va buttata ma vissuta piena con tutti i problemi e le difficoltà va affrontata perchè la vita è bella e chi la voleva vivere purtroppo non è più vicino a me.


Cosimo

Mi chiamo Cosimo ho 46 anni, il mio percorso inizia più di dieci anni fa, epoca in cui ho deciso, supportato da mia moglie e stimolato da mia figlia, allora piccola, di riprendermi la mia vita.
In quel periodo le sostanze, alcol e cocaina mi avevano portato in uno stato in cui non vedevo altro che loro, senza rendermi conto che stavo piano, piano distruggendo, non solo la mia vita ma anche quella degli altri. Esistevo solo io e loro.
Preso quasi fisicamente da Nello, chiamarlo amico è riduttivo, ebbi un primo colloquio con la responsabile del Casaletto, la Dott.ssa Donatella Uccella e quindi decisi di iniziare il percorso.
La prima tappa fu a Oronzo, un paesino in Cadore, al centro alcologico. Lì, giorno dopo giorno, incomincia insieme all’equipe guidata dal Dott. De Sandro scomporre il mosaico, ormai a pezzi sparsi, della mia vita.
Tornai al Casaletto, avevo paura, avevo vergogna e non sopportavo il giudizio perché avevo ancora l’arroganza di chi dice che ce la può fare da solo. Ebbi a breve una ricaduta. Ma fu proprio quella che mi spinse a prendere una decisione, dovevo mettermi in discussione. Anche mia moglie prese la stessa decisione e così insieme abbiamo incominciato a frequentare e “sentire” dei gruppi (CAT) di condivisione e solidarietà con altre famiglie monitorizzato costantemente dalla Dott.ssa Uccella anche con colloqui personali. Oggi a distanza di dieci anni, nove mesi e quattro giorni di astinenza parlare degli obbiettivi raggiunti è superfluo perché il rispetto per la vita, per il dolore, la condivisione e solidarietà sono valori che non si comprano e non si trovano per strada, ma si coltivano ogni giorno, anche con sacrificio affinché la paura si trasformi in forze positive, la vergogna in sorriso e l’arroganza in umiltà. Per me il Casaletto è questo, una palestra, un luogo, delle persone dove si lavora affinché i sogni si trasformino in realtà con la bellezza di condividerli insieme agli altri.

Dionisio

Un’emozione importante avuta nel periodo da quando ho cominciato il mio percorso dal 15/04/2013 ad oggi.
Il cammino percorso nel tempo all’interno del centro di Via del Casaletto mi ha cambiato completamente le mie abitudini e vizi portandomi a pensare in un altro modo, ma la sensazione o emozione più forte ce l’ho avuta nella festa delle famiglie di Natale nella quale ascoltando le parole della Dottoressa riguardo ad “Angeli che ci guardano” mi sono commosso pensando che uno degli angeli fosse stato mio PADRE il quale sarebbe stato orgoglioso delle mie scelte di vita di questo momento dandomi ancora più forza per affrontare i miei problemi come del resto lo è sempre stato per tutto quello che ho fatto nella vita escluso il fatto di bere. 

Fabrizio

Sono 6 anni che frequento il Ce.A.P. e se ripenso a quando sono arrivato…. mi rendo conto di aver fatto un bel pezzetto di strada. Avevo molte paure, ma non solo paure grandi, anche una miriade di dubbi, anche sulle cose più banali. Più di ogni cosa mi sentivo di non avere un posto, inteso come amici, dove potermi sentire pienamente partecipe. Ora so di averlo trovato!!! Ovviamente non sto dicendo che ora non ho più paure, ma so che posso superarle e affrontarle con i miei amici. La prospettiva che ho davanti è quella di imparare sempre più a condividere le mie difficoltà e le mie emozioni, per crescere insieme agli altri. E questo è ciò che ci insegna la Dottoressa Uccella.


Georgia

Con il 2014 si apre il mio ottavo anno al Ce.A.P., ero entrata nel novembre del 2006 per un problema di sostanza di quello che all’ora era mio marito. Convinta di dover “aiutare” lui mi sono messa in gioco per poi scoprire tante parti di me sconosciute. Anche quando il nostro matrimonio s’interruppe definitivamente la scelta di rimanere non fu neanche valutata: facevo già parte di questo posto. Non mi sarebbe stato possibile vivere senza, ed è così tutt’ora.
Non nego che ci sono stati momenti di difficoltà, ogni tanto la fatica, i mille impegni fuori di casa, la famiglia, ecc… prendono il sopravvento. Ma poi ogni giorno il pensiero va a qua. Ed è qui che spero di essere fra altri otto anni.

Giorgio

Mi chiamo Giorgio Pietrafesa, nel luglio del 2009 a 45 anni ho scoperto che dopo circa 14 anni di matrimonio e una figlia di 10, mia moglie aveva o iniziava una nuova storia con un altro uomo, in un attimo mi crollava il mondo, oltretutto anche io figlio di separati. A questo punto mi ritrovai fuori di testa, con l’aiuto di mio fratello Luca, che mi convinse con qualche mio dubbio dovuto anche al mio modo di essere, ad avere un colloquio con la Dottoressa Uccella responsabile del centro Ce.A.P. Centro di Ascolto del Casaletto.
Ad oggi sono quasi 5 anni che frequento la sede del Casaletto, faccio, oltre a dei colloqui, anche un gruppo “uomini” composto da tante anime con diverse problematiche ma con in comune tanto amore, solidarietà, paure, problematiche, abitudini errate. Io con tanta fatica perchè non è facile cambiare abitudini sbagliate, sto costruendo un rapporto con mia figlia, con il mio angelo Luca, mio fratello “piccolo” che io da maggiore senza di lui non avrei saputo rimettermi in gioco. Ma come non ringraziare la Dottoressa che in questi anni con tanto calore mi sta aiutando, sto migliorando ma il percorso è ancora lungo e impervio.
Io ho avuto sempre la convinzione di essere un duro, di portercela fare da solo, ma non è così, bisogna chiedere aiuto nel momento di difficoltà, anche la morte del mio adorato padre tutt’ora mi porta una grande tristezza, perchè anche lì ho sbagliato per paura, abitudini, fragilità non riconosciute e non ammesse, anche per vergogna.
Comunque sia so che il mio percorso sarà ancora lungo ma so anche che “barcollo ma non mollo” e che al Casaletto sono aiutato da tanti angeli con calore e amore.

Un grazie a tutte le anime del Casaletto, grazie Luca, grazie a Claudio

Grazieeeeeeeee Dott.ssa Donatella Uccella

Maurizio

Dal 2006 io, insieme a mia madre, mi sono trovato in questo nuovo mondo per dare supporto a mio fratello, Daniele, che purtroppo era, inconsapevolmente, caduto nel tunnel dell’alcolismo e della droga, ma inizialmente lui non voleva frequentare il Casaletto, non voleva venire a partecipare ai vari incontri perchè diceva che a lui non servivano, poi dopo due anni di fatiche e nostre frequenze siamo riusciti a convincerlo e a portare in sede lui e la sua compagna.
Poi così lui ha cominciato a frequentare, si è subito trovato bene e piano piano ha iniziato a stare in astinenza e certo per noi è stata una soddisfazione vedere Daniele, quello di una volta sempre sorridente com’era prima. Però purtroppo c’è stata una interruzione nel frequentare per l’evolversi continuo della sua malattia, ma ha avuto supporto da tutti, in special modo dalla Dottoressa Donatella Uccella che lo ha sempre aiutato fin dall’inizio della sua malattia fino alla fine della sua malattia, che poi si è spento il 26/09/2013.
Attualmente io seguito a frequentare e a condividere il Casaletto, mi trovo bene, sono aiutato da tutti che hanno sempre una buona parola per me.

 

Paola

Il mio percorso al Casaletto è stato lungo, circa nove anni, e posso dire che mia figlia Deborah è stata seguita, in particolare dalla Dottoressa Uccella, in modo professionale e di grande aiuto, uscendo dalla dipendenza di alcol e sostanze.

 

Paola

Sono arrivata a Via del Casaletto, 11 anni fa per caso e per disperazione trovando l’indirizzo su internet nella speranza di trovare qualcuno che mi aiutasse. Un marito alcolista e due bimbi piccoli e una sola certezza: così non può continuare: “o smetti o te ne vai”. Ma chi ci aiuta? Qui abbiamo trovato la competenza, il calore e la condivisione di cui avevamo bisogno per uscire dall’incubo dell’alcol.
Sono passati 11 anni, mio marito non è più alcolista, e ha avuto tante soddisfazioni nella sua realizzazione personale. Ha realizzato il suo sogno, è diventato scrittore.
I figli sono cresciuti bene anche grazie ai preziosi consigli degli amici del Casaletto.
11 anni di vita sono passati con alti e bassi come in tutte le vite, ma con la consapevolezza di non dover affrontare i problemi da soli. Questa è la forza del Casaletto!
 

Rita

Mi chiamo Rita, ho 41 anni, la mia storia al Casaletto inizia circa 11 anni fa, quando come giovane moglie e mamma disperata con l’aiuto di amici mi sono ritrovata a fare la conoscenza della Dott.ssa Uccella responsabile dell’A.R.C.A.T. struttura che noi chiamiamo “Casaletto”. Da allora ho sempre benedetto il giorno in cui l’ho conosciuta e da la in poi c’è stata la risalita verso quella che oggi è una vita “SERENA” parola che io allora non comprendevo neanche il significato. Mi trovavo in una situazione disperata, perché mio marito era un alcolista che si stava lasciando morire e io non riuscivo a fare niente, solo sprofondare insieme a lui. Sono stata definita anche io alcolista asciutta, cioè colei che pur non bevendo assume comportamenti tipici di una persona che fa uso di alcool, allora non capivo, la cosa mi dava alquanto fastidio, dall’altra parte comprendevo che mi veniva detto perché la realtà dei fatti. In questo cammino tutto in salita condito da tanti sacrifici, ho visto piano, piano crescere sia me che mio marito, abbiamo messo in atto ciò che la vita ci chiede per vivere in serenità e cioè i valori: ONESTA’, RISPETTO e RESPONSABILITA’. Con l’aiuto di persone che condividevano le nostre stesse esperienze sia pure in modo diverso, siamo riusciti a metterci in discussione, ancora oggi lo facciamo, poiché mi sono resa conto che ogni nuovo giorno richiede impegno e responsabilità. E qui al Casaletto è quello che fanno ogni giorno tutte le persone che lo frequentano, e quindi veri AMICI.

 

Roberta

Buongiorno, mi chiamo Roberta sono quattordici anni che frequento il Ce.A.P., dove ho ricevuto tanto, tutt’ora anche se a volte mi perdo nel mio percorso di crescita, ringrazierò sempre la Dottoressa per ciò che ha fatto per me e tutt’ora mi aiuta. La prima cosa che ha fatto è farmi fare il programma che sto ancora proseguendo, poi mi ha dato il sorriso che avevo perso e vuol dire tanto, poi sono contenta che in tutti questi anni sono arrivata a tanti obiettivi: il primo l’astinenza (7 anni 270 giorni), il secondo tanti lavori e il terzo la gioia di aver ritrovato me stessa  e tanta forza e costanza per aiutare altre persone bisognose e non finirò mai di ringraziare la Dottoressa è questo posto, il Casaletto, che mi ha fatto conoscere tante persone a cui io voglio bene, sia le persone di ieri che mi hanno fatto fare un percorso sulle mie basi di crescita, e le persone di oggi con cui condivido sempre questo posto.

 

Rossella

Sono arrivata al Casaletto molto agitata e con poche energie, le avevo usate tutte per accompagnare mio fratello. Era la prima volta che ci presentavamo. Era Pasqua (aprile) 2013. Avevamo contattato telefonicamente la sig.ra Anna, tramite un’amica comune e lei ci aveva detto che potevamo andare.
Appena arrivati Anna non c’era per problemi familiari e ci ha accolti il signor Fabrizio che con un grande sorriso ci ha salutati e ci ha mostrato tutti i locali spiegandoci le varie attività.
Ero molto confusa.
Ho pensato: “quante cose per stare vicino alle persone sole ed in difficoltà!”.
Poi andando pian piano ai CAT ho capito che GRANDE al Casaletto era il CUORE:
– il cuore della Dottoressa Uccella sempre disponibile, attenta, pronta, accogliente ma sempre ferma sulle regole e decisioni che con grande professionalità e affetto organizza tutto
– il cuore di tutti i collaboratori e di tutti i presenti che pur non conoscendoci ci sono stati subito vicini
– ho sentito vicino, anche se ancora sconosciuti, quei giovani che cercavano di smuovere mio fratello anche in modo molto diretto (il sig. Claudio la seconda sera che andavamo gli ha detto “ma che vieni qui e bevi?”).
Ci è stata molto vicina anche la sig.ra Anna con le telefonate e gli sms: “accogliere te e tuo fratello è stata per noi grande gioia…..è dare la possibilità ad altri di uscire dal tunnel  della perdita della dignità e degli affetti più importanti della nostra vita”. Sms che ho condiviso con mio fratello.
Stando insieme a voi ho sentito un grande CALORE nella collaborazione, condivisione, compassione ecc…GRANDE!